Critiche

Da parte di Salvo Nugnes, presidente di "Spoleto Arte di Sgarbi"

" Artista dagli eleganti toni soffusi e dalla linee di carattere deciso, Matteo Fieno si addentra nel mondo  femminile e, in  particolare nella  danza, per  esaltarne la forte suggestione che si ritrova nell'altro e nella sua intimità. 

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Testo critiche da parte di Salvo Nugnes per l'artista Matteo Fieno sull'opera ad acquerello Foncè in mostra alla Pro Biennale

Le sue ballerine, come Foncé o Silver Star sono bozzetti lirici e sensuali che indagano con delicatezza quanto cominciato con il progetto Female Art Design. 

Dalle opere di Matteo emerge una consapevolezza , una fierezza, senza dubbio nata da un'attenta osservazione dell'appartenere a se stesse."

Da parte di Elena Gollini, curatrice, critica e giornalista

Nel percorso di ricerca di Matteo Fieno, compiuto con fervida passione e innata attitudine, si comprende subito come il concetto di Arte per l’Arte fine a se stesso non lo attiri per niente, ma piuttosto si lascia conquistare dal desiderio di guardarsi intorno, nel contesto in cui vive, opera e si muove, per raccogliere elementi preziosi da traslare e trasportare come linfa vitale primaria della sua espressione comunicativa.

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Soul Mirror, nudo femminile ad acquerello dell'artista figurativo contemporaneo Matteo Fieno, testo critico di Elena Gollini

Appena percepisce affiorare una nuova idea stimolante e coinvolgente sente subito la necessità di connettersi a quella che considera la sua vera, autentica, inestimabile fonte d’ispirazione, cioè le persone, gli altri, l’altro da sé, sempre in grado di fornirgli potenti suggestioni e originali tematiche su cui riflettere e ragionare. 

Manifesta la ferma convinzione che la cultura non può essere incarnata da uno sguardo rivolto all’indietro, verso il passato, ma bensì da uno sguardo sempre propositivo, proiettato in avanti verso il futuro. Per Matteo questo non significa ovviamente annullare e cancellare le tracce del nostro passato, sia storico che personale, ma significa mantenere viva quella sorta di lungimiranza, di propensione perspicace e di spinta costante verso il futuro.

L’idea di base è che la cultura si crea e si alimenta con le persone presenti in un preciso e specifico momento, nel qui e ora (hic et nunc) in cui le riflessioni e le valutazioni si compiono e si realizzano in perfetta sintonia di comunione d’intenti e di intenzioni.

La tradizione è concepita come un concetto dinamico, in movimento, che scivola e si sposta continuamente in avanti. Nei lavori di Matteo il momento focale e nevralgico della genesi non si declina come un semplice intreccio di tessuti narrativi, ma diventa la metafora di qualcosa di molto più ampio, che non si realizza soltanto tramite la tecnica esecutiva, ma è l’incarnazione subliminale della sua esigenza artistica di convogliare e comunicare messaggi, nel tentativo di costruire una trama, che assuma significati articolati, innumerevoli valenze simboliche e implicazioni e declinazioni metaforiche e allusive.

Per Matteo la funzione dell’artista è quella di riconciliare il mondo con spirito di aggregazione, senza mai risultare superficiali e distaccati nell’approccio ad esso. Alla base della sua produzione c’è la volontà di riflettere ponderatamente per modificare, trasformare e fare evolvere il proprio modus pingendi. Le opere non possono essere considerate realmente concluse e compiute, finché non è scattato il confronto con gli altri, con gli spettatori attenti e partecipi.


Nelle figurazioni Matteo affronta il tema dell’identità nelle sue diverse declinazioni. L’identità personale, nell’incontro tra passato e presente, la individua in una dimensione che non è più passato e nemmeno pienamente presente, ma entrambe le cose. L’identità di genere tra maschile (lui artista e uomo) e femminile (i soggetti ritratti e raffigurati) inizia dai volti e arriva ai corpi, con posture e movenze differenti, sinuose, sensuali, provocanti, seducenti, che diventano una danza, un movimento di incontro, fatto di gesti e di contatto, che diventano anche un arricchimento e un’evoluzione psichica e mentale. Matteo si porta verso il piano dell’antropologia, intesa come la disciplina in grado di fornire gli strumenti per leggere il mondo nel modo più chiaro e immediato possibile e rappresenta una sorta di corsia preferenziale, per aiutarci a capire quale sia l’identità personale e individuale di ciascuno. In base all’antropologia i limiti del corpo sono sanciti da concetti come “io sono fin dove vedo, io sono fin dove sento”.  Anche per questo è fondamentale sviluppare il confronto con gli altri, per ampliare la possibilità di conoscere noi stessi, perché possiamo capire chi siamo veramente soltanto nel momento, in cui viviamo uno scambio con qualcuno, ricevendone un feedback. 


Matteo attraverso le opere ci offre immagini in modo speculare, come dentro uno specchio virtuale, che ci restituisce qualcosa di noi, che può trovare o non trovare corrispondenze nel nostro sé reale, ma diventa comunque un prolungamento di un alter ego vero o immaginifico.


Il passaggio intrinseco alla tematica dello specchio riflesso induce comunque a compiere un’analisi intima e a guardarsi dentro con cosciente e coerente consapevolezza e fa riecheggiare e risuonare le meravigliose e complesse connessioni, sviluppate dagli artisti italiani e internazionali tra l’Arte e la neonata Psicoanalisi a cavallo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.


Per Matteo l’artista diventa l’unico mezzo di tramite, l’unico medium, effettivamente capace di mostrarci chi siamo davvero, poiché restituisce una visione speculare dell’essere umano intrisa di sfumature esistenziali. Le rievocazioni figurali di Matteo generano un’intrigante possibilità di dialogo tra le nostre variegate sfaccettature e i nostri mille volti, di cui siamo più o meno consapevoli, rendendo palese questa moltiplicazione d’identità dell’essere umano. Prediligendo il soggetto femminile come protagonista non trascura la componente maschile, ma la ingloba e la accorpa in modo sotteso all’orchestrazione rievocativa. Ritiene che questa società abbia un’identità non perfettamente definita, non fissa e non cristallizzata, poiché i confini delle persone, uomini e donne, risultano essere più che mai fluidi e sfuggenti. Il suo lavoro di scandaglio inizia dal corpo per fare emergere e dare risalto alle componenti distintive, alle caratteristiche esclusive psicologiche umane, catturando il moto dell’anima nel profondo. 


Con abile intuito interpretativo e sensibile fiuto, riesce a racchiudere in modo sorprendente aspetti peculiari salienti e a ravvivare al meglio le composizioni, seppur conservando uno stile minimale ed essenziale di fondo, garantendo un’impeccabile resa d’impatto d’insieme. Adotta un livello di approccio molto empatico, con un afflato che non risulta mai freddo, per trasmettere un’emozione concreta, un pathos e un trasporto vero. La consapevolezza di lavorare con le immagini dei corpi lo porta a mantenere un rispetto sacro e un fare artistico molto meticoloso, con una capacità tecnica e una delicatezza considerevoli nella gestione esecutiva.


Affronta una delle più antiche riflessioni dell’uomo nella definizione del suo ego, la componente sessuale, che nell’insieme costituisce l’essenza, la radice fondante delle nostre relazioni umane, che contiene in sé la mescolanza del maschile e del femminile nella sfera più recondita. Anche nel Tao simbolo di Equilibrio Universale, si ritrova tale concetto esplicitato nella piccola goccia di colore bianco e viceversa. Per l’essere umano l’accettazione di questi principi e valori ancestrali convoglia dei preguidizi frenanti e bloccanti. Si tratta di una naturale disposizione che entra in collisione con le convenzioni sociali standardizzate e stereotipate. Un invito allo scambio aggregativo, all’approfondimento relazionale comunitario. Sesso e sessualità voluttuosa sono affrontati e trasmessi con garbo indiscutibile, mai in modo spregiudicato, sfrontato e volgare, con un tratto scenico del- le cromie delicate e soffuse, improntando su toni tenui, pacati. Matteo vuole esternare l’idea della fusione fisica e spirituale, che nasce dall’amore inteso come atto sessuale tra due persone che si fondono e si confondono in unico corpo, conferendo un senso di sentimento non solo carnale, ma anche di afflato poetico. La provocazione legata alla lettura della tematica proposta è semplicemente ed elegantemente suggerita all’occhio e suggerita all’orecchio dell’osservatore, per non urtarne la sensibilità e per restituire valore e dignità, nonché normalità all’erotismo nei rapporti tra persone. Per Matteo il desiderio di provocazione è funzionale in quanto accattivante, ma la sua ricerca si spinge ben oltre e si muove soprattutto altrove. Il suo talento alimenta una notevole fucina di idee e di stimoli. Matteo è un catalizzatore di esperienze e riesce a spaziare con estrema cognizione di causa. 


Davvero ammirevole e pregevole l’ardire e la capacità di affrontare e sviscerare artisticamente la variegata dimensione del sesso con fare brillante, quasi divertito e irriverente e al tempo stesso naturale e coerente con il proprio modus pensandi di uomo artista di intenso spessore.
 

Da parte di Anna Soricaro, curatrice e critica

Matteo Fieno disegna continuamente corpi femminili senza banalità o semplicità accademica instaurando un feeling con le protagoniste che gli consente di essere libero di esprimersi al meglio mentre dipinge poiché le donne, le sue donne, sono inventante e chiunque può riconoscersi in loro. 

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Sensitive, nudo femminile ad acquerello, disegnato dall'artista figurativo contemporaneo italiano Matteo Fieno

La sinuosità di quei corpi, le pose seducenti, gli sprazzi di colore talvolta presenti individuano femminilità dalla personalità forti e determinate che non si vergognano della nudità né si sentono osservate. 
Ispirandosi all’arte fotografica della prima metà del Novecento, quella in b/n, Fieno individua essenzialità e grazia in un binomio irripetibile ed unico; pochi colori, a volte ripetitivi, sono in realtà il tratto distintivo di un’arte aggraziata, soave e leggera in cui l’acquerello contribuisce a delineare la soavità di quei corpi che, con il colore, vengono calati in situazioni in cui nulla è a caso e tutto perfettamente studiato. Volutamente create le sbavature dell’acquerello o lo sporco del carboncino si individua un alone veritiero per ogni difetto tecnico, quell’imperfezione che rende autentica ogni donna lasciando che divenga gioiello prezioso da brillare e lasciarsi apprezzare. Un’arte pura la cui raffinatezza si coglie subito, in pochi sguardi rapidi lasciando che lo sguardo si adagi poi, con voluta ricerca, alla scoperta dei dettagli.

Da parte di Carla d'Acquino Mineo, presidente della Maison d'art di Padova

“ La ballerina nella sua delicata presenza, si china in un’armoniosa danza ed appare nella leggerezza del cromatismo, mentre il sentimento detta l’emozione del colore, che disciolto nell’acqua crea velature di luce, dove la macchia sfuggente affiora in una suggestione di lirica purezza per un’ inedita ricerca d’arte. “ 

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Breve testo critico a Empty, nudo femminile a olio dell'artista figurativo contemporaneo Matteo Fieno

Breve testo critico all'opera "Empty"

Articoli

Matteo Fieno, il pittore delle donne 

La gestualità bilanciata e l'armonia del movimento contraddistinguono il fare pittorico di Matteo Fieno, che dimostra una consolidata maestria nella capacità di rappresentare e rievocare, con un imprinting quasi fantastico e fiabesco, figure femminili che acquistano particolare valenza iconica e simbolica e al contempo hanno un significato personale e soggettivo.

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Female Legacy, tecnica mista su tela. Opera dell'artista Matteo Fieno

Dalle raffigurazioni di Matteo, sempre curate nel minimo dettaglio, si denota la matura competenza tecnica. Nel processo creativo lo scenario riprodotto diventa il veicolo di trasmissione più adatto e congeniale per rivolgersi, parlare e comunicare con il pubblico dei fruitori, innescando un dialogo di condivisione articolato e stimolante. Con i suoi lavori si propone di dare vita ad un linguaggio di comunicazione aperta, dove l'esuberanza pittorica del colore funge da catalizzatore e accentratore dell'attenzione per dare maggior risalto all'intera narrazione. Le opere possiedono "un'intelligenza attiva" permeante e coinvolgono visivamente ed emotivamente chi le guarda. La ricchezza della visione attira e cattura in una commistione percettiva di emozione e "giocosità". Ogni quadro ha una sua sequenza speciale, propria e specifica. Lo stile caratteristico e identificativo delle sua pittura qualifica il "deposito interno" di messaggi e contenuti sostanziali e imprime potenza espressiva alla composizione.


La dottoressa Elena Gollini nel rimarcare gli aspetti fondanti del suo modus pingendi ha spiegato: "Quella di Matteo Fieno è un'arte dotata di efficace formula comunicativa in continuo divenire e in costante progressione, che si propone come un universo di idee ritrovato e rigenerato, al cui interno Matteo ha la libertà piena e totale di esprimersi, attraverso un'estrinsecazione senza vincoli, barriere e convenzioni. La poetica artistica coincide con la volontà di appropriarsi di un linguaggio senza retaggi e sedimenti schematici imposti, nell'intento di perseguire una possibilità comunicativa autonoma e indipendente. Le opere entrano in relazione diretta e interattiva con lo spazio reale circostante e si genera un contatto diretto con lo spettatore. Matteo dimostra una straordinaria capacità di saper coniugare e sintetizzare insieme l'antico e il moderno in un'incisiva, inedita e accattivante visionarietà dal gusto contemporaneo e al passo con i tempi". Inoltre ha sottolineato: "Nel suo fare artistico Matteo è perfettamente consapevole dei cambiamenti in atto nel mondo dell'arte. Considera l'arte viva, in grado di comunicare, di agire con il suo osservatore, se quest'ultimo è capace di partecipazione con interazione diretta e attiva. Le sue opere non appartengono al mondo predefinito e prestabilito dell'apparire e dell'essere, intesi nel senso più comune e di frequente uso del termine, ma assumono una connotazione inedita e sui generis. Il suo pensiero si può accostare a quello dell'illustre storico dell'arte Arturo Schwarz che asseriva che -un'opera d'arte per essere tale deve avere tre caratteristiche fondamentali: essere originale, provocare un'emozione, essere iniziatica".  



Elena Gollini

Il mondo delle donne celebrato da Matteo Fieno

Ci sono tanti modi di celebrare e omaggiare il variegato mondo delle donne attraverso l'espressione creativa. Matteo Fieno, artista di grande virtù espressiva, è riuscito a ricavarsi una propria peculiare cifra stilistica, che attinge dal solido fondamento figurativo della tradizione e si evolve sui binari di una rivisitazione soggettiva sempre accattivante nella resa compositiva d'insieme. 

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Fossil, nudo femminile ad acquerello dell'artista emergente Matteo Fieno, arte femminile, Elena Gollini

Nel commentarne i tratti distintivi della formula pittorica la dottoressa Elena Gollini ha evidenziato: "Le visioni femminili proposte nei quadri di Matteo conducono lo spettatore verso nuovi orizzonti, in un viaggio dal sapore retrò-bon ton e al contempo sensualmente cosmopolita. Tramite una propria rielaborazione linguistica dimostra piena padronanza narrativa, perizia figurativa e conoscenza tecnica. Usa una tavolozza volutamente intrisa da una patina di antico, di atmosfere evanescenti in una visione estetica parzialmente sfuocata nei contorni. L'ampia variazione cromatica rafforza la sintassi espressiva. È una pittura d'impronta sperimentale e classica al tempo stesso, che indaga con arguzia la psiche umana traslata al femminile e si veste di passione, sentimento, emozione, energia vitale". E ancora ha spiegato: "Il mosaico di forme e immagini dall'apparente semplicità compositiva delle strutture narrative si esplica in un'elaborazione ragionata e ponderata, dove ogni componente si inserisce nel contesto rappresentativo per motivi precisi, di equilibrio ottico, cromatico e semantico. Matteo ha una personalità artistica proiettata verso un'inclinazione impressionista con profonde connotazioni emotive. La donna è vista come risorsa sublime e fonte d'ispirazione del traguardo creativo, innescato da un percorso esistenziale di costante ricerca di significati primari da inserire in un linguaggio universalmente condivisibile".

Elena Gollini

Matteo Fieno: l'anima della pittura declinata al femminile 

L'artista Matteo Fieno canalizza la sua virtuosa vena creativa dentro una sintassi pittorica, che si rivolge alla centralità della donna, nella sua incantevole bellezza ideale e nella sua ammaliante capacità seduttiva. 

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Nebulous, nudo femminile seducente  ad acquerello dell'artista figurativo contemporaneo Matteo Fieno

La donna come corpo e anima, come passione e sentimento, come carne e spirito. Nella sua ricerca si "respira" un grande coinvolgimento mentale, che lascia affluire la pienezza di un linguaggio davvero pregnante, che si snoda e si dipana su un "labirinto esistenziale" disposto su piani e livelli intercalari. Matteo assorbe gli stimoli esterni e li metabolizza con quelli interni: il risultato fluisce come una sorgente d'acqua cristallina che sgorga libera da preconcetti, pregiudizi e costrizioni. La sua pittura è un inno all'universo-donna, al suo potere comunicativo plurisensoriali e pluridimensionale. Matteo si muove passo dopo passo supportato da un articolato patrimonio emozionale, che controlla e che orienta per trarne la miglior resa ad effetto scenico. 


Prossimamente sarà in mostra con una serie di quadri presso importanti contesti espositivi di livello internazionale. In particolare, a Barcellona sarà protagonista insieme ad altri nove artisti con quattro opere sul tema dell'interpretazione dell'animo umano. L'evento si terrà dal 6 al 16 Giugno. Inoltre, è stato selezionato per il prestigioso "Premio Città di Parigi Artexpo" che si terrà sempre a Giugno nel contesto della Galleria Thuiller nel cuore del Quartiere Marais, a pochi passi dal celebre Museo Picasso. Due iniziative che accentuano la proiezione di cosmopolitismo di Matteo e il suo desiderio di confrontarsi con un pubblico estero.

Elena Gollini

Positivi Apprezzamenti per l'artista Matteo Fieno in mostra a Napoli 

L'artista Matteo Fieno ha recentemente esposto a Napoli, ottenendo positivi riscontri per l'interessante lavoro di ricerca creativa, a cui si sta dedicando con profonda motivazione. 

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Insider, opera di nudo femminile ad acquerello dipinta dal pittore Matteo Fieno in mostra a "Animus et Anima" a Napoli

Ha preso parte all'esposizione collettiva denominata in modo molto evocativo "Animus et Anima" che si è svolta dal 23 febbraio al 6 marzo, presso lo storico complesso di San Severo al Pendino, nella centralissima via Duomo. L'importante rassegna rientra all'interno di un corposo programma artistico culturale pianificato dall'Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e gode del patrocinio morale del Comune di Napoli, della Regione Basilicata, del Comune di Matera e della Fondazione Matera 2019. La pittura di Fieno si può interpretare attraverso un percorso, che partendo dall'anima e dal suo moto vibrante si dipana e si articola, toccando la sfera dei sentimenti intimi, ma anche la componente fantasiosa del sogno, quella magica dimensione onirica che tutti noi viviamo nel tripudio percettivo e sensoriale più libero, affrancato e disinibito. Ecco perché, il suo tracciato pittorico si è congiunto perfettamente con il motore trainante di questa mostra, che ha evidenziato e posto in primo piano il fattore psichico e psicologico, facendo leva su un comune denominatore di scandaglio analitico e partendo da un'autorevole affermazione del grande maestro Carl Gustav Jung, secondo il quale "ogni uomo ha in sé una donna e ogni donna ha in sé un uomo".

Elena Gollini

Matteo Fieno in Fiera Arte Genova con l'associazione culturale "Varaggio Art"

L'artista Matteo Fieno ha creato una positiva sinergia collaborativa con la nota Associazione Culturale "Varaggio Art" in occasione della rinomata Fiera "Arte Genova" giunta con meritato successo e ottimi riscontri di pubblico alla sua XV edizione, fissata dal 15 al 19 Febbraio 2019 .



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Marina, nudo femminile ad acquerello di Matteo Fieno in Fiera arte genova

 Nello stand dell'Associazione, allestito nella sezione Contemporary Art Talent Show, era presente una creazione di Fieno dal suggestivo titolo "Marina" realizzata con la tecnica ad acquerello su carta cotone 300 grammi e appositamente racchiusa all'interno di una preziosa cornice di fine Ottocento per creare un perfetto connubio di fusione tra antico e moderno, tradizione e innovazione. L'opera rispecchia al meglio lo spirito contemporaneo di Fieno e traduce il suo desiderio di accostare in armoniosa commistione il linguaggio comunicativo attuale con quello del passato. Sulla scelta mirata del quadro da esporre ha spiegato: "Nel portare questa particolare opera voglio fare emergere il richiamo alla cultura della tradizione, attraverso una cornice acquistata in un mercatino di antichità, che ho restaurato personalmente con la foglia oro e ho rigenerato con una mia impronta di rivisitazione esclusiva, affinché diventasse un pezzo unico e sui generis. L'immagine raffigurata appartiene alla mia dimensione espressiva usuale, che si ricollega ad una ricerca creativa ad ampio respiro e a largo raggio dal punto di vista concettuale e simbolico. Penso che il quadro lasci una variegata chiave di lettura interpretativa, che si spinge oltre l'impatto estetico e la visione esterna e spero che stimolerà un'interpretazione libera ed eterogenea da parte del nutrito pubblico dei visitatori della fiera". Fieno sta portando avanti con vivace e dinamica propensione il suo percorso di ricerca artistica e sta dedicandosi con serio impegno a trovare una propria congeniale nicchia creativa, dimostrando una vocazione profonda e motivata. La partecipazione alla storica manifestazione fieristica nel capoluogo ligure è un tassello pregevole, che rafforza, avvalora e qualifica la sua posizione di moderno artista contemporaneo.

Elena Gollini